Quando si fa un viaggio a Budapest, c’è un piatto che ha bisogno di essere assaggiato prima di ritornare a casa. In questo articolo verrà descritto il Goulash, come è usanza comportarsi al ristorante e verrà dato qualche consiglio necessario per assicurarsi di far bella figura anche in terra ungherese.

Goulash

Budapest non va lasciata senza aver prima mangiato…

ll Gulyás in ungherese (conosciuto all’estero come Goulash). Potrebbe sembrare una scelta piuttosto ovvia, ma il goulash non è solo delizioso e caratterizza molti sapori ungheresi, ma è anche molto incompreso, quindi vale la pena di provare l’originale a Budapest. Il Gulyás è una zuppa molto ricca e saporita fatta con manzo, patate e paprika e non è una bistecca come pensano molti viaggiatori (la tipica bisecca ungherese verrebbe chiamata pörkölt, che vale anch’essa la pena di esser provata mentre si è in città). La versione migliore è accompagnata da pasta fatta in casa schiacciata, chiamata Csipetke. Magari questo piatto non lo si mangerà tutti i giorni, ma le zuppe sono una parte integrante della carne ungherese e non si può lasciare Budapest senza averla provata.

Dove mangiarlo

Il Gulyás è disponibile nella maggior parte dei ristoranti in Ungheria. Consigliamo di consultare l’elenco dei migliori ristoranti di Budapest per andare sul sicuro.

Come ordinare

A volte può essere di piccole dimensioni (csésze), o di portata più larga (tanyér) ed è generalmente fatto con carne di manzo (marha) o occasionalmente con carne di montone (birka), molto raramente invece con carne di maiale. A volte il menù potrà indicarlo come gulyásleves (zuppa di goulash), che è un po’ ripetitivo perché è sempre una zuppa, oppure come bográcsgulyás, che significa goulash preparato in un calderone.

Come mangiarlo

Il Gulyás è sempre servito con spesse di pane bianco croccanti e spesse. È preparato con la paprika dolce, quindi non è mai un piatto molto piccante. Comunque, gli ungheresi apprezzano insaporirlo ancora di più e al tavolo offrono sempre la paprika piccante, così da apportare il sapore piccante al piatto. In genere, gli abitanti del posto amano accompagnarlo con un bicchiere di vino rosso locale, come il kékfrankos (blaufrankisch) o il kadarka.

Come pagare

È considerato gentile arrotondare per eccesso la mancia, o calcolare la mancia per il 10% o 15%. Quando il cameriere vi raggiunge per riscuotere il conto, è bene dire quanto si vuole pagare in totale e chiedere conferma se il servizio è incluso nel conto.

Consigli generali

Lasciare le monete come mancia è considerato maleducato, piuttosto è preferibile lasciare le banconote di minor valore. Inoltre, l’acqua naturale della bottiglia è quasi un’ordinazione-spreco. L’Ungheria abbonda di fonti naturali, quindi l’acqua del rubinetto è già ricca di minerali; vi farà risparmiare denaro e acqua utile all’ambiente.
Si consiglia anche di assicurarsi di fermarsi per un assaggio di qualche vino ungherese, disponibili nelle vinerie tipiche ungheresi. La qualità e la varietà sono molto migliorate negli ultimi anni, tanto che sono nati tanti ‘wine bars’ per offrire l’opportunità di assaggiarne di diversi tipi. Tra i più noti e apprezzati si ricordano il bianco di Somló (come il Juhfark), un furmint secco e un aszú dolce da Tokaj, e magari un kékfrankos (blaufrankisch), un kadarka o un cabernet franc dalle regioni meridionali di Szekszárd e Villány.